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venerdì 12 ottobre 2012

Prometheus - Recensione



Nel recente passato Ridley Scott, dopo aver fatto film che si alternavano tra opere di buona fattura (American Gangster) e risultati molto più discutibili (Le Crociate, Robin Hood), torna al genere che l’ha portato in auge, la fantascienza. E lo fa con Prometheus, con il quale si propone di ampliare quei confini oscuri e sconosciuti che circondavano l’universo di Alien.











Scozia, 2089. I ricercatori Shaw e Holloway scoprono in una grotta delle pitture rupestri raffiguranti un umanoide che indica una costellazione. Essendo l’ultimo di una serie di simili ritrovamenti avvenuti in diverse parti della Terra, i due concordano che possa essere un invito da parte degli “Ingegneri”, una sorta di creatori del genere umano. A finanziare la missione ci pensa Peter Weyland, proprietario della omonima Weyland Corporation, il quale mette a disposizione un’astronave per raggiungere la destinazione corrispondente alla disposizione dei pianeti ritratti dai ritrovamenti.






E così come Prometeo provocò l’ira delle divinità rubando il fuoco per donarlo agli uomini, così l’equipaggio della Prometheus tenta di trovare risposta al perché della vita. Ma attenzione a sfidare gli “dei”….







Nato inizialmente dalla volontà di fare un prequel sulle origini degli xenomorfi, in seguito il progetto ha subito delle modifiche, fino a quando è stato deciso di dar vita ad una storia indipendente. Il film prende spunto dalla gigantesca creatura fossilizzata comparsa in Alien, poi ribattezzata “Space Jockey”, che gli esploratori della nave commerciale Nostromo trovavano quando atterrano sul pianeta LV-426. 





Prometheus parte divinamente. Quelle vedute aeree di paesaggi desolati e sconfinati è un piacere per gli occhi, però portano con sé anche i primi interrogativi. Ma quella che vediamo è la Terra o un qualsiasi altro pianeta? E la scena successiva dove una creatura dalle sembianze umanoidi beve un liquido nero cosa sta ad indicare, una qualche sorta di rito religioso o cos’altro? E così via, per tutta la durata del film il copione di Damon Lindelof (famoso sceneggiatore della serie televisiva Lost), ci presenta tanti interrogativi senza dare una soluzione. Vengono introdotti tanti concetti (fede, religione, filosofia), alcuni anche apprezzabili (il rapporto uomo-macchina) ma alla fine nessuno di questi viene sviluppato sufficientemente.





Persino il quesito cardine del film di cui mi sarei aspettato una risposta non è stata data: per quale motivo gli “Ingegneri” ci hanno creato? 









L’errore è stato quello di “serializzare” la storia. Ha un suo perché se si usa a scopi televisivi, ma per un lungometraggio da cinema gli effetti sono negativi. La storia ingarbugliata porta lo spettatore a stufarsi dopo un po’ per le troppe domande, e i comportamenti degli stessi personaggi diventano incomprensibili e ridicoli. 





Altrimenti come spiegare la presenza di un Guy Pearce truccato orribilmente da vecchio decrepito per vestire i panni del signor Weyland? Si poteva scritturare un qualsiasi anziano preso per la strada per fare la sua parte. E invece non è stato fatto, poiché Prometheus nasce col preciso scopo di dar vita a un sequel.





Fortunatamente ci ha pensato Ridley Scott a compensare una debole sceneggiatura: solida regia ben attenta alla realizzazione degli ambienti, ritmi cupi che riescono a creare sufficiente tensione e due magnifiche scene: la prima è quella dell’androide David che gira tutto solo per la Prometheus mentre l’altra, in perfetto stile Alien, è quella dell’operazione subita dalla Dr.ssa Snow nella capsula chirurgica per estrarre la creatura dalla pancia. Gli effetti speciali sono ottimamente curati grazie alla presenza di H. Giger, collaboratore di Scott dai tempi di Alien. 







Michael Fassbender e Charlize Theron vengono promossi a pieni voti. Il primo è perfetto nei panni dell’androide David, il suo è il personaggio più originale e interessante del film, principalmente per la sua ambiguità. La Theron nei panni della cinica Meredith Vickers non ha molto spazio nel film ed è un vero peccato perché il suo ruolo meritava un ulteriore minutaggio. La prova di Noomi Rapace (Dr.ssa Snow) è positiva ma ci si aspettava di più dal ruolo di protagonista che ricopre, specialmente perché eredita il ruolo di “eroina” che fu di Sigourney Weaver in Alien. Insignificante invece Logan Marshall-Green (Dr. Charlie Holloway) ulteriormente aggravato da un osceno doppiaggio. Per il resto fungono da discreto contorno le presenze di Sean Harris, Rafe Spall e Idris Elba. 





Non è il capolavoro che ci aspettavamo dal regista di Alien e Blade Runner tuttavia Prometheus rimane un gran bel film di fantascienza. La strategia di mettere troppa carne al fuoco è stata controproducente ed ora l’unica cosa che ci rimane da fare è aspettare il seguito per fugare tutti i dubbi rimasti appesi per aria. A patto che in cabina di regia rimanga Ridley Scott. 




















sabato 14 luglio 2012

Ce l'ho con…la distribuzione dei film in Italia




Nel nostro paese il mercato cinematografico viene programmato allo stesso modo: d’estate deserto quasi assoluto di titoli interessanti, poi come arriva l’autunno si scatena l’inferno. Non parliamo poi del periodo natalizio dove non può mancare “l’anomalia” tutta italiana: nel 2009 Avatar, film che ha avuto il maggior incasso nella storia mondiale, fu fatto uscire da noi un mese dopo rispetto a tutti gli altri, il 15 gennaio 2010, perché altrimenti i nostri prodotti nostrani, i  “cinepanettoni”, ne avrebbero sicuramente risentito in termini d’incassi.





Il problema che pare non sia saltato o non voglia saltare all’occhio dei distributori italiani è che posticipando l’uscita di un film rispetto ad altri paesi può portare solamente ad una pesante perdita d’incassi. La pirateria si sa è una brutta bestia, e in Italia, parlando in termini calcistici, non si fa altro che fornire degli splendidi assist a porta vuota.







Qualche anima ingenua tuttora attribuisce al lavoro di doppiaggio la causa principale dei ritardi ma possiamo tranquillamente accantonarla poiché ci sono anche tanti film che vengono fatti uscire in linea con le altre date internazionali. Quest’anno The Avengers in Italia ha addirittura anticipato di qualche giorno gli Usa.









Noomi Rapace e Logan Marshall in  "Prometheus"


E’ più facile pensare che uno dei motivi più plausibili sia il costo della distribuzione, voce che varia notevolmente a seconda dell’ importanza della pellicola. I distributori saturano l'offerta proiettando in diverse sale il film del momento, mentre quelli da basso budget o indipendenti, i quali vengono ritenuti poco remunerativi, vengono relegati a mere comparse settimanali o neanche compaiono al cinema. 





Tirando in ballo il 2012, l’esempio più eclatante di come veniamo trattati da terzo mondo è col film di Ridley Scott, "Prometheus". Mentre negli Stati Uniti  è già nelle sale dall’ 8 giugno, noi dobbiamo ancora aspettare il 14 settembre per poterlo vedere, poco più di tre mesi di differenza. Secondo voi i fan sfegatati della saga di Alien o anche solo chi è curioso di vedere l’ultima fatica di Ridley aspetterà placidamente tutto questo tempo? Oppure si lascerà tentare dal diavolo seduttore dello streaming su Internet? La risposta pare ovvia.







Brad Pitt è il protagonista di "Moneyball"


Il vero peccato mortale però resta la messa da parte di quei titoli che hanno avuto un riconoscimento importante. “Moneyball” uscito il 23 settembre 2011, è stato candidato in sei categorie dei Premi Oscar 2012, tra cui miglior film e miglior attore protagonista per Brad Pitt. Da noi l’abbiamo visto di sfuggita dal 27 gennaio scorso. "Little Children", uscito nel 2006 con protagonista Kate Winslet, ottenne diverse nominations agli Oscar, ai Golden Globe e diversi riconoscimenti internazionali ma in Italia non è ancora pervenuto. “Blue valentine” stessa sorte. Un Intenso dramma di coppia uscito nel 2010 con attori del calibro di Ryan Gosling e Michelle Williams, fu presentato a Cannes e la Williams ottenne anche la nomination come miglior attrice agli Oscar 2011.











Scena di "Hunger" diretto da Steve McQueen


In altri casi entra in gioco l’opportunismo. All’ultimo festival di Venezia visto il successo riscosso dalla coppia Michael Fassbender/Steve McQueen per il film “Shame”, la distribuzione italiana ha pensato di tirar fuori dal dimenticatoio un altra pellicola fatta dalla stessa coppia nel 2008, “Hunger”. Vincitore della Caméra d'or al 61º Festival di Cannes, ricostruisce il trattamento riservato ai prigionieri politici dell’Ira in un carcere dell'Irlanda del Nord. Nel film viene mostrata la violenza con cui le guardie carcerarie torturano i prigionieri in contrapposizione alla determinazione dei prigionieri, che persero la vita lottando per la causa dell’indipendenza. Un film di notevole interesse culturale, tralasciato disgraziatamente all’epoca e rispolverato non per motivi intellettuali, ma per ricavarci un pò di pecunia. 







Tutto questo discorso ci porta ad esprimere un semplice concetto: il mercato italiano deve uniformarsi il più possibile al resto del mondo. In questo modo si limita parzialmente la piaga della pirateria on line, i distributori portano ugualmente a casa la loro bella fetta di guadagno e noi cine-spettatori saremo meno tormentati per l’attesa di un agognato film da vedere.



lunedì 19 marzo 2012

Prometheus - Trailer italiano







E' da un po' di tempo che aspettavamo con trepidazione l'uscita del trailer di "Prometheus", nuovo film di Ridley Scott, che vedremo in Italia dal 14 settembre 2012, più di tre mesi di ritardo rispetto all'uscita americana.





Interpretato da Noomi Rapace (Uomini che odiano le donne), Michael Fassbender (Bastardi Senza Gloria), Charlize Theron (L'avvocato del Diavolo, The Road), Idris Elba (The Losers), Prometheus segue le vicende di un team di scienziati ed esploratori durante un viaggio interplanetario che li porterà in un mondo lontano, dove scopriranno le risposte alla domanda fondamentale dell'uomo: il mistero della vita e delle proprie origini.






Concepito inizialmente come un prequel di Alien, il regista ha riscritto totalmente la trama che tratterà di eventi antecedenti alla comparsa dei graziosi xenomorfi creati dallo stesso Scott. 





Dal trailer comunque trapela ben poco: la parte iniziale della storia si conosce pienamente, ma poi come si svilupperà e quali creature dovranno fronteggiare i protagonisti è ancora un mistero. Merito dello stesso Scott nel saper centellinare le notizie.