Confesso di non aver atteso con molta fiducia questa tappa
italiana del tour internazionale di Woody Allen. La visione del trailer non mi
ha incuriosito anzi mi ha lasciato alquanto perplesso. Sfortunatamente una
volta tanto i miei presentimenti si sono rivelati attendibili.
Vagamente ispirato al Decameron di Boccaccio, To Rome with Love è una commedia corale composta da quattro episodi scollegati tra loro che hanno come unico legame la location romana. Tra reale e surreale il film segue le vicende di un uomo comune travolto da un imprevisto e fugace successo, di un architetto americano alle prese con i ricordi di un breve amore giovanile, di una giovane coppia di provincia la cui fedeltà viene messa alla prova dalle tentazioni della grande città e di due famiglie, una americana e l’altra italiana che si conoscono in previsione del matrimonio dei rispettivi figli.
Allen omaggia l’Italia e il suo cinema mostrando una Roma “da favola” chiassosa ma seducente che forse non esiste più, citando Fellini e il suo Lo Sceicco Bianco e rifornendo il cast di molti attori nostrani, ma il fascino dello scenario non è sufficiente a sorreggere un film purtroppo poco coinvolgente. I contenuti sono quelli che da sempre hanno caratterizzato le opere di Allen, humour cinico, passioni travolgenti e riflessioni esistenziali, ma questa volta vengono riproposti fiaccamente senza nessuna intuizione stuzzicante. Le storie funzionano a intermittenza e indugiano pesantemente sulle medesime situazioni manifestando così una palese carenza di idee e trasmettendo un senso di incompletezza. Questa percezione trova il suo apice nella pessima sequenza di chiusura che, invece di dare un senso all’insieme di novelle, lascia ancora più spaesati, una scena che merita un posto in un’ipotetica raccolta dei finali più brutti della storia del cinema.
A rendere il film comunque vedibile è l’inequivocabile tocco dell’artista che qua e la riemerge a dispetto della fiacca generale. Allen riesce a sfoderare qualche mossa registica interessante e a sparare tre o quattro battute davvero brillanti. Discreto il suo ritorno anche come attore dopo diversi anni, non sfigura neanche il resto del cast, sia la nutrita porzione italiana (Alessandra Mastronardi, Alessandro Tiberi, Flavio Parenti, Antonio Albanese) che quella internazionale (Alec Baldwin, Jesse Eisenberg, Ellen Page, Penelope Cruz). A deludere è colui la cui presenza ha alimentato più di tutti le aspettative, cioè Roberto Benigni, forse più per la poca incisività del suo personaggio che per l’interpretazione. Probabilmente il pubblico internazionale rimarrà soddisfatto dalla sua prestazione ma non quello italiano abituato a ben più sfolgoranti slanci del Toscanaccio.
To Rome with Love resta una commedia mediocre che stona in mezzo agli ultimi lavori del regista. Un passo falso può capitare a chiunque, anche a un maestro come Woody Allen, peccato però che sia inciampato proprio in Italia.



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