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giovedì 20 settembre 2012

Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato – Secondo trailer italiano, ma non in 48 fotogrammi al secondo






E’ ufficialmente on-line il nuovo trailer de Lo Hobbit: Un Viaggio Inaspettato, primo film della trilogia diretta da Peter Jackson ispirata all’omonimo libro di J.R.R. Tolkien e ai racconti appendice de Il Signore degli Anelli. Grazie a queste nuove immagini inizia a delinearsi quello che probabilmente sarà lo spirito del film. L’approccio alla narrazione, infatti, sembra seguire l’aspetto fiabesco e l’ironia del racconto originale, allontanandosi dai toni cupi de Il Signore degli Anelli.





Nelle settimane scorse sono stati ufficializzati i titoli degli altri due capitoli che completeranno la trilogia. "The Hobbit: the Desolation of Smaug" (la desolazione di Smaug) e "The Hobbit: There and back Again" (andata e ritorno). I film usciranno rispettivamente il 13/12/2013 e il 18/07/2014.





Continuano intanto le riprese aggiuntive divenute necessarie in seguito alla decisione di passare dai 2 film inizialmente annunciati ai 3 attualmente previsti.










L’intera opera è stata girata in HFR (Hight Frame Rate) 3D e IMAX, un formato digitale ad alta velocità che consente riprese da 48 fotogrammi al secondo, praticamente il doppio di quelle comunemente usate nel cinema che ne contano 24. Secondo Peter Jackson e compagnia dell’anello, questa tecnologia, associata al 3D, offrirebbe una qualità di visione straordinaria caratterizzata da una grande fluidità delle immagini e da un senso di immersione totale.





Purtroppo i video su internet non raggiungono questo numero di fotogrammi. Pertanto, per testare con i nostri occhi dovremmo aspettare l’uscita italiana del film fissata per il 13 dicembre 2012, ma soprattutto sperare che nel nostro paese esistano delle sale in grado di supportare questa tecnologia.




mercoledì 14 dicembre 2011

Ce l'ho con...George Lucas e tutti quelli che ci rifilano il 3D "fasullo"





Carissimi cinefili, predatori onnivori che vi nutrite di qualsiasi film basta vi troviate al buio di una sala cinematografica o seduti comodamente nel vostro salotto di casa; voi che trovate sempre il tempo di girovagare per internet alla ricerca dell’ ultima indiscrezione, quante volte vi è capitato di leggere qualche articolo che vi ha fatto letteralmente saltare sulla sedia o inveire contro questo o quel regista, produttore o attore perché vi ha rovinato la giornata. L’obiettivo principale di questa rubrica è proprio questo: regolarmente vi sottoporremo il nostro modesto punto di vista su qualunque evento abbia attirato negativamente la nostra attenzione. 









Il primo argomento che trattiamo è molto spigoloso visto che riguarda l’uso sconsiderato e improprio del 3D operato da produttori e registi compiacenti: ultimo in ordine di tempo il signor George Lucas, di professione pare sia un affarista, oltre che regista. 












Lo scorso settembre usciva Star Wars in Blu-Ray in Alta Definizione, attesissimo dai fan, anche se ha lasciato dietro di sé strascichi polemici dovuti all’ aggiunta di discusse scene inedite. Guardando il cofanetto, come primo interrogativo che mi sono posto è stato quale altra astuzia si inventerà Lucas per continuare a spremere Star Wars. Neanche a farlo apposta poco dopo è arrivata la risposta. Ormai è ufficiale che il 10 febbraio prossimo arriverà sul grande schermo il primo episodio di Star Wars-La minaccia Fantasma in 3D. Sicuramente sarà il primo dei sei film che rivedremo al cinema, col buon Lucas che si starà già fregando le mani, tanta la soddisfazione di incamerare ulteriori profitti.















Io mi domando e chiedo: perché rovinare un capolavoro unico nel genere fantascientifico? Non ha assolutamente bisogno di ritocchi o evoluzioni tecnologiche; queste cosiddette “migliorie” potrebbero invece guastare l’ ottimo risultato ottenuto con la normale pellicola. 










Se vi è capitato di leggere qualche mia recensione dove si commentava l’impiego del 3D ho sicuramente fatto notare la mia ostilità verso questa tecnica, principalmente quando viene utilizzata per convertire film in 2D; non mi riferisco pertanto al 3D “nativo”. Un esempio? “Avatar” di James Cameron. Mi duole ammetterlo perché non ho un grande apprezzamento, tuttavia Cameron rimane per ora l’unico che ha saputo sfruttare la tridimensionalità in modo eccellente. Il suo però è stato un lavoro iniziato da lontano (l’idea di girare il film è nata dopo l’uscita di Titanic, nel 1997) e ha reso indispensabile la possibilità di disporre di un elevato budget (250 milioni di dollari). 











Questo riconoscimento nei confronti di Cameron mi viene subito demolito dal momento che anche lui ha ceduto alla smania di far soldi, poiché farà riconvertire “Titanic” entro aprile 2012, giusto in tempo per il centenario del naufragio del transatlantico. 






Ma torniamo brevemente alla differenza tra i due tipi di 3D, nativo e convertito.




I film in 3D nativo sono effettuati attraverso l'uso della cosiddetta “Fusion 3D Camera”,  usata come già detto da James Cameron nel film "Avatar". Questo tipo di registrazione è molto realistica ma difficile da realizzare dato l’ingombro di questi apparecchi e rende la vita dura per i registi soprattutto nel girare primi piani o veloci cambi di ripresa.    












Nei film riconvertiti, per ricreare le immagini dedicate ai singoli occhi, la pellicola classica viene rielaborata attraverso dei software: gli oggetti vengono sdoppiati in maniera più o meno accentuata a secondo che si trovino in primo piano o sullo sfondo, ma l'angolazione rimane la stessa. 











Alcuni esempi di film riconvertiti? “Alice in Wonderland” di Tim Burton (deludente), “Scontro tra Titani” (mediocre). Noi italiani ci abbiamo messo del nostro con “Box Office 3D”, a dir poco ributtante. 





Non dimentichiamo poi il piccolo particolare che questo lavoro di riconversione, ce lo fanno scontare sul prezzo del biglietto in maniera oltremodo scandalosa, in quanto i costi per convertire il normale film sono ampiamente minori rispetto ad un film che viene girato completamente dall’ inizio con le videocamere stereoscopiche. Come sempre chi ci rimette siamo noi spettatori, cornuti e mazziati come si suol dire. 







Un consiglio per George Lucas: invece di rimanere attaccato come una cozza alla sua creatura ormai da decenni, cerchi di sfruttare le meningi cimentandosi di nuovo nella regia, che non è un mestiere ma un’ arte. Non è perché ha avuto un’ unica grande idea ci deve vivere di rendita tutta la vita. 
















mercoledì 10 agosto 2011

Francis Ford Coppola torna al cinema con l’horror “Twixt”






A
quasi 20 anni di distanza da Dracula di Bram Stoker, il maestro
Coppola torna al genere horror con un film basato, questa volta, su un suo
stesso racconto. Twixt segue la vicenda di uno scrittore in declino (un
sempre più appesantito Val Kilmer) che, approdato in una piccola cittadina
della California del Nord per promuovere il suo ultimo horror, viene coinvolto
nelle indagini della polizia locale sull’omicidio di una ragazza. Lo scrittore
inizierà ad avere delle visioni nelle quali incontrerà il fantasma di una
misteriosa ragazza (Elle Fanning) che lo guiderà verso la soluzione del caso
.







Il film è stato presentato al Comic-Con dallo stesso Coppola e dal protagonista Val Kilmer. In linea con gli ultimi lavori del regista è stato realizzato a bassissimo costo, e girato completamente in digitale. Ma Twixt si fa notare per alcune scelte registiche piuttosto particolari. Innanzitutto è stato girato “parzialmente” in 3D. Coppola, pur sostenendo la tecnica 3D, ritiene che l’uso degli occhialini stanchi troppo gli occhi dello spettatore. Pertanto sembra che durante la visione del film sarà necessario inforcare gli occhiali solo durante alcune sequenze, indicate allo spettatore da qualche segnale visivo. Ma la cosa più curiosa del progetto è che nel tour promozionale del film, Coppola modificherà “in diretta” il montaggio del film a seconda delle reazioni del pubblico. Il regista ha dichiarato di avere a disposizione per ogni scena 2 sequenze di diversa durata e che tramite un sistema collegato con il suo Ipad sceglierà di volta in volta quale inserire avendo così la possibilità di creare moltissime versioni del film. L’esperimento avverrà in 30 sale americane circa un mese prima dell'uscita ufficiale.










Dopo oltre 40 anni di carriera nella quale ci ha regalato
capolavori come Apocalypse Now e Il Padrino, Coppola dimostra con questo
progetto di avere ancora voglia di sperimentare ed esplorare la Settima Arte
che lui stesso ha definito “un’arte ancora giovane”.