Carissimi cinefili, predatori onnivori che vi nutrite di qualsiasi film basta vi troviate al buio di una sala cinematografica o seduti comodamente nel vostro salotto di casa; voi che trovate sempre il tempo di girovagare per internet alla ricerca dell’ ultima indiscrezione, quante volte vi è capitato di leggere qualche articolo che vi ha fatto letteralmente saltare sulla sedia o inveire contro questo o quel regista, produttore o attore perché vi ha rovinato la giornata. L’obiettivo principale di questa rubrica è proprio questo: regolarmente vi sottoporremo il nostro modesto punto di vista su qualunque evento abbia attirato negativamente la nostra attenzione.
Il primo argomento che trattiamo è molto spigoloso visto che riguarda l’uso sconsiderato e improprio del 3D operato da produttori e registi compiacenti: ultimo in ordine di tempo il signor George Lucas, di professione pare sia un affarista, oltre che regista.
Lo scorso settembre usciva Star Wars in Blu-Ray in Alta Definizione, attesissimo dai fan, anche se ha lasciato dietro di sé strascichi polemici dovuti all’ aggiunta di discusse scene inedite. Guardando il cofanetto, come primo interrogativo che mi sono posto è stato quale altra astuzia si inventerà Lucas per continuare a spremere Star Wars. Neanche a farlo apposta poco dopo è arrivata la risposta. Ormai è ufficiale che il 10 febbraio prossimo arriverà sul grande schermo il primo episodio di Star Wars-La minaccia Fantasma in 3D. Sicuramente sarà il primo dei sei film che rivedremo al cinema, col buon Lucas che si starà già fregando le mani, tanta la soddisfazione di incamerare ulteriori profitti.
Io mi domando e chiedo: perché rovinare un capolavoro unico nel genere fantascientifico? Non ha assolutamente bisogno di ritocchi o evoluzioni tecnologiche; queste cosiddette “migliorie” potrebbero invece guastare l’ ottimo risultato ottenuto con la normale pellicola.
Se vi è capitato di leggere qualche mia recensione dove si commentava l’impiego del 3D ho sicuramente fatto notare la mia ostilità verso questa tecnica, principalmente quando viene utilizzata per convertire film in 2D; non mi riferisco pertanto al 3D “nativo”. Un esempio? “Avatar” di James Cameron. Mi duole ammetterlo perché non ho un grande apprezzamento, tuttavia Cameron rimane per ora l’unico che ha saputo sfruttare la tridimensionalità in modo eccellente. Il suo però è stato un lavoro iniziato da lontano (l’idea di girare il film è nata dopo l’uscita di Titanic, nel 1997) e ha reso indispensabile la possibilità di disporre di un elevato budget (250 milioni di dollari).
Questo riconoscimento nei confronti di Cameron mi viene subito demolito dal momento che anche lui ha ceduto alla smania di far soldi, poiché farà riconvertire “Titanic” entro aprile 2012, giusto in tempo per il centenario del naufragio del transatlantico.
Ma torniamo brevemente alla differenza tra i due tipi di 3D, nativo e convertito.
I film in 3D nativo sono effettuati attraverso l'uso della cosiddetta “Fusion 3D Camera”, usata come già detto da James Cameron nel film "Avatar". Questo tipo di registrazione è molto realistica ma difficile da realizzare dato l’ingombro di questi apparecchi e rende la vita dura per i registi soprattutto nel girare primi piani o veloci cambi di ripresa.
Nei film riconvertiti, per ricreare le immagini dedicate ai singoli occhi, la pellicola classica viene rielaborata attraverso dei software: gli oggetti vengono sdoppiati in maniera più o meno accentuata a secondo che si trovino in primo piano o sullo sfondo, ma l'angolazione rimane la stessa.
Alcuni esempi di film riconvertiti? “Alice in Wonderland” di Tim Burton (deludente), “Scontro tra Titani” (mediocre). Noi italiani ci abbiamo messo del nostro con “Box Office 3D”, a dir poco ributtante.
Non dimentichiamo poi il piccolo particolare che questo lavoro di riconversione, ce lo fanno scontare sul prezzo del biglietto in maniera oltremodo scandalosa, in quanto i costi per convertire il normale film sono ampiamente minori rispetto ad un film che viene girato completamente dall’ inizio con le videocamere stereoscopiche. Come sempre chi ci rimette siamo noi spettatori, cornuti e mazziati come si suol dire.
Un consiglio per George Lucas: invece di rimanere attaccato come una cozza alla sua creatura ormai da decenni, cerchi di sfruttare le meningi cimentandosi di nuovo nella regia, che non è un mestiere ma un’ arte. Non è perché ha avuto un’ unica grande idea ci deve vivere di rendita tutta la vita.