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mercoledì 10 agosto 2011

Francis Ford Coppola torna al cinema con l’horror “Twixt”






A
quasi 20 anni di distanza da Dracula di Bram Stoker, il maestro
Coppola torna al genere horror con un film basato, questa volta, su un suo
stesso racconto. Twixt segue la vicenda di uno scrittore in declino (un
sempre più appesantito Val Kilmer) che, approdato in una piccola cittadina
della California del Nord per promuovere il suo ultimo horror, viene coinvolto
nelle indagini della polizia locale sull’omicidio di una ragazza. Lo scrittore
inizierà ad avere delle visioni nelle quali incontrerà il fantasma di una
misteriosa ragazza (Elle Fanning) che lo guiderà verso la soluzione del caso
.







Il film è stato presentato al Comic-Con dallo stesso Coppola e dal protagonista Val Kilmer. In linea con gli ultimi lavori del regista è stato realizzato a bassissimo costo, e girato completamente in digitale. Ma Twixt si fa notare per alcune scelte registiche piuttosto particolari. Innanzitutto è stato girato “parzialmente” in 3D. Coppola, pur sostenendo la tecnica 3D, ritiene che l’uso degli occhialini stanchi troppo gli occhi dello spettatore. Pertanto sembra che durante la visione del film sarà necessario inforcare gli occhiali solo durante alcune sequenze, indicate allo spettatore da qualche segnale visivo. Ma la cosa più curiosa del progetto è che nel tour promozionale del film, Coppola modificherà “in diretta” il montaggio del film a seconda delle reazioni del pubblico. Il regista ha dichiarato di avere a disposizione per ogni scena 2 sequenze di diversa durata e che tramite un sistema collegato con il suo Ipad sceglierà di volta in volta quale inserire avendo così la possibilità di creare moltissime versioni del film. L’esperimento avverrà in 30 sale americane circa un mese prima dell'uscita ufficiale.










Dopo oltre 40 anni di carriera nella quale ci ha regalato
capolavori come Apocalypse Now e Il Padrino, Coppola dimostra con questo
progetto di avere ancora voglia di sperimentare ed esplorare la Settima Arte
che lui stesso ha definito “un’arte ancora giovane”.