Eccoci giunti al secondo appuntamento con la rubrica in cui, da consumatori incalliti di prodotti cinematografici, diamo sfogo alla nostra indignazione. Dopo il doveroso j’accuse nei confronti del 3D tarocco parliamo di un argomento tutto italiano che è causa di discussione da anni. Il cinepanettone è probabilmente l’espressione di cinema più bassa che esista. Volgare, superficiale e terribilmente ripetitivo, ha poco a che fare con la settima arte. Tutti ne parlano male, eppure ogni Natale orde di cinefili sia occasionali che abituali (noi compresi) affollano i cinematografi pur di rispettare la tradizione e non perdersi il magro spettacolo. Insomma, un autentico mistero che accompagna il nostro paese da circa un quarto di secolo.
Ma come è cominciato tutto? Siamo nell’anno del Signore 1983, l’Italia è in pieno boom economico, le località di villeggiatura sono gremite e le radio di mezza Europa suonano Moonlight Shadow. In questo ambiente prolifico Aurelio De Laurentiis, con la complicità tecnica dei fratelli Vanzina, escogita un piano diabolico, produrre una commedia popolare natalizia dai minimi costi e dai massimi guadagni. La formula è semplice: linguaggio scurrile, località affascinanti e hit musicali del momento, il tutto tenuto insieme da una storiella banalotta e maliziosa su amori e tradimenti. La qualità artistica è decisamente scarsa ma grazie alla comicità di personaggi come Jerry Calà, Guido Nicheli, Mario Brega e un giovane Christian De Sica (che collauda il personaggio del cafone imborghesito che lo identificherà per gran parte della sua carriera) il risultato è un successo e diviene un cult. “Vacanze di Natale” diventa così il capostipite di una epopea cinematografica che conta attualmente 23 episodi, eguagliando soltanto James Bond e forse qualche filone Bollywoodiano.
Nel corso degli anni la formula non ha subito nessuna trasformazione, ma alla causa si sono legati indelebilmente nomi nuovi come Neri Parenti, tutt’oggi alla regia, e Massimo Boldi, che insieme a Christian De Sica ha creato una fruttuosa coppia comica che ha fatto da colonna portante alla serie per molto tempo.
Dobbiamo ammettere di aver riso tutti almeno una volta davanti a un cinepanettone, ma questo non basta a giustificare la loro pochezza e monotonia.
L’incredibile trascuratezza con cui vengono realizzate queste pellicole è insopportabile. Dialoghi assurdi, tempi morti e ridoppiaggi pietosi sono la norma. La storia è solo un pretesto per raggiungere le solite situazioni. La sceneggiatura è al massimo una “traccia” che si affida completamente all’improvvisazione del comico di turno. Ma è cosi difficile rinnovarsi? Ingaggiando sceneggiatori un po’ più ambiziosi e qualche attore vero in più, questi film non potrebbero essere trasformati in commedie quantomeno dignitose? E dire che il genere ha sempre potuto vantare incassi stellari, assolutamente sproporzionati se paragonati al reale valore delle pellicole. Non voglio fare i conti in tasca a De Laurentiis, ma almeno una parte di questi soldini non possono essere reinvestiti sulla serie?! Invece si continua imperterriti a vivere di rendita, distribuendo il solito prodotto scadente che si regge grazie alla popolarità della saga.
Ma questa popolarità non può essere infinita. Sebbene la formula abbia incredibilmente funzionato per molto tempo, lo scorso anno, l’osceno “Natale in Sudafrica” ha fatto registrare un notevole calo degli incassi. Quest’anno De Laurentiis ha cercato di correre ai ripari richiamando nella banda i temibili fratelli Vanzina incaricandoli di scrivere una sceneggiatura sobria e depurata delle volgarità. Vuol dire che almeno una sceneggiatura c’è! Un passo avanti è stato fatto! Ma nonostante ciò “Vacanze di Natale a Cortina” si è rivelato il solito polpettone che per di più è fastidiosamente tempestato di spudorate pubblicità, anzi, di autentiche televendite! La manovra non ha funzionato e la crisi al botteghino continua.
Quale sarà la prossima mossa? “Vacanze di Natale 3D”? Auguriamoci
invece un cambiamento sostanziale, ce n'è bisogno. Forse guadagnerà un po’ di meno De
Laurentiis, ma guadagnerà molto di più il cinema italiano.





Direi che questo Natale, fortunatamente, la crisi è stata forte e sentita. Probabilmente ha dato il colpo finale. Altrimenti temo che il prossimo passo sarà davvero Natale in 3D!
RispondiEliminaE' da un po' di anni che il cinepanettone si regge sulla performance di Chistian De Sica, e ormai ha "stufato" anche lui, anche se non metto in discussione la sua bravura. Mi stupisce il fatto che negli ultimi anni si sia fossilizzato nel fare i film di natale, possibile che uno del suo calibro non abbia nuove idee?
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