domenica 14 aprile 2013

Benvenuto Presidente! - Recensione






A Roma i politici non riescono ad accordarsi sulla nomina
del nuovo presidente della Repubblica e come forma di protesta eleggono
sarcasticamente Giuseppe Garibaldi. Purtroppo però, in Italia quattro persone
hanno ereditato il nome dell’eroe nazionale e tra questi “Peppino”, un semplice
bibliotecario con la passione per la pesca , ha i requisiti necessari per la
carica. Peppino viene così prelevato dal suo paesino di montagna e portato a
Roma per dare formale rinuncia all’incarico. Ma una volta lì, visto l’atteggiamento
cinico dei suoi elettori, decide di mantenere la carica nel tentativo di dare
una svolta al proprio paese.







Figlia della caotica attualità socio-politica, Benvenuto Presidente! è una vivace commedia all’italiana che, giocando piacevolmente con il surreale, fonde il divertimento più spensierato con la critica sociale. Utilizzando un modello non originalissimo, quello cioè del povero improvvisato ricco, il film diretto da Riccardo Milani e scritto da Fabio Bonifacci, ci mostra le vicende un uomo comune e corretto ritrovatosi casualmente a gestire un grande potere. Ciò lo farà finire inevitabilmente in situazioni imbarazzanti, ma lo porrà anche davanti a delle scelte che metteranno alla prova la sua onestà.













A reggere gran parte dello spettacolo è l’ottima performance di Claudio Bisio che mescola nelle giuste dosi goliardia e recitazione. Compito facilitato anche dalla riuscita complicità con la bella e simpatica Kasia Smutniak. A funzionare meno è l’intreccio narrativo il quale, una volta consumato lo spunto iniziale, si sviluppa in una serie di gag schematiche e un po’ prevedibili. A bilanciare queste mancanze però provvedono le partecipazioni di importanti personalità del cinema italiano come Omero Antonutti, Remo Girone, Gianni Cavina e Piera degli Esposti che donano spessore là dove questo scarseggia.







Senza fare espliciti riferimenti a particolari schieramenti o individui, la coppia Milani-Bonifacci denuncia le depravazioni di una politica cinica e affarista trovandone le origini nel modo di fare della gente comune. Affidandosi così al principio secondo cui la classe dirigente è lo specchio del popolo, il film vuole lanciare un messaggio formativo che è un richiamo all’onestà e al dovere civico. Un impegno meritevole che però deraglia in uno stonato e fastidioso monologo finale rivolto direttamente al pubblico in cui si attribuiscono le responsabilità delle sorti del paese allo stesso spettatore/uomo comune.





Comunque tra alti e bassi Benvenuto Presidente! resta un film riuscito. Alternando guizzi di brillante comicità a ben più classiche gag da cinepanettone offre un sicuro divertimento. Inoltre, pur restando nel filone della commedia popolare italiana, riesce con la sua “missione” a dare una marcia in più a un genere troppo spesso monotono.


















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