domenica 4 dicembre 2011

Real Steel - Recensione




In un futuro molto prossimo la boxe ha subito una radicale
trasformazione. Per soddisfare un pubblico sempre più desideroso di violenza, i
pugili sono stati sostituiti da robot telecomandati che si massacrano a vicenda
senza troppi scrupoli. Charlie Kenton (Hugh Jackman) è un ex-pugile fallito che
per racimolare qualche soldo fa combattere vecchi robot in incontri di bassa
lega. La morte improvvisa della ex compagna lo obbliga ad occuparsi del figlio
undicenne Max (Dakota Goyo) con il quale non ha mai avuto rapporti ma con cui
condivide la passione per i combattimenti. Cercando di ricostruire il loro
legame, padre e figlio rimettono in sesto un vecchio robot e lo portano inaspettatamente
al successo.







La ricetta è piuttosto semplice, basta mescolare il dramma
familiare di Over the Top, la grinta per la competizione sportiva di Rocky ed effetti
speciali alla Transformers e il gioco è fatto.











Real Steel è il classico prodotto “per famiglie” in stile Disney (che è alla produzione insieme ai burattinai Spielberg e Zemeckis). Un film d’azione dai toni molto leggeri che si pone come unico obbiettivo quello di intrattenere grandi e piccoli senza troppi sofismi. Non c’è spazio per nessun tipo di approfondimento. Questioni metaforiche sui robo-boxeur o chiarimenti sulla loro tecnologia abbastanza evanescente sono intenzionalmente tralasciati. Tutto il film si divide tra sentimentalismo furbetto e combattimenti spettacolari. Il tormentato legame padre-figlio viene affrontato in maniera scontata ma comunque efficace. Una grossa mano la da la naturale simpatia della star Hugh Jackman che insieme al giovanissimo Dakota Goyo da valore ai momenti commoventi e spiritosi che costruiscono il rapporto. A iniettare la dovuta dose di adrenalina ci pensano le scazzottate robotiche che, a differenza delle megazuffe dei giocattoloni di Michael Bay, sono meno confusionarie ma più tattiche e riescono ad attrarre l'attenzione dello spettatore simulando bene i meccanismi di un vero incontro di boxe. A coreografare il tutto infatti c’è l'ex-campione di pugilato Sugar Ray Leonard.








Purtroppo a limitare la riuscita del film è la grande
prevedibilità della storia
(per di più già anticipata passo per passo dal
trailer). Inoltre qualche passaggio forzato e davvero poco credibile dimostra ulteriormente
la scarsa ambizione del film.







Pur non brillando per originalità e coraggio, Real Steel ha al suo angolo la semplicità e la mancanza di presunzione. Se preso per quello che è può anche essere considerato un film piacevole.














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