giovedì 6 ottobre 2011

Blood Story - Recensione




Owen (Kodi Smith-McPhee) è un ragazzo timido e solitario che deve fare i conti con la crudeltà dei suoi compagni di classe e con l’indifferenza dei genitori divorziati. Una notte farà la conoscenza di Abby (Chloe Moretz), da poco trasferitasi nel suo stesso palazzo assieme al padre. Anche se ha strane abitudini (esce solo di notte, va in giro a piedi scalzi), i due instaureranno una tenera amicizia. Quando una serie di atroci omicidi sconvolgeranno la città, Owen comincerà a sospettare che dietro a tutto ciò ci sia la sua amica e che lei nasconda un inquietante segreto. 








Remake americano del film svedese “Lasciami entare” (di Tomas Alfredson), il film viene diretto da Matt Reeves, il regista dell’ apprezzabile Cloverfield. Generalmente gli americani quando mettono mano a dei rifacimenti il più delle volte danno luogo a risultati scadenti e anche irritanti oserei dire. 







Non è il caso di Blood Story, che definire film horror mi sembra alquanto riduttivo. 







L’elemento “vampiresco” entra in gioco molto più avanti nel film, funge da contorno (non fa quasi paura, privo di scena da balzo sulla poltrona), dando invece risalto alla caratterizzazione dei personaggi e delle loro problematiche adolescenziali: Owen è un ragazzo solitario, preso di mira dai suoi compagni di scuola, sua madre è una devota credente ma trascura il figlio. Anche Abby è una ragazza sola, la sua “natura” soprannaturale la costringe a rimanere al di fuori della societa (scuola, amici, ecc). 





Il film è molto ricco di primi piani, inquadrature statiche e lunghi silenzi, sfruttati dal regista per farci immedesimare ancor di più nella condizione di emarginazione che provano i due ragazzi. 





“Blood Story” rappresenta la continua lotta tra il bene e il male, ma qui chi rappresenta il bene, è stavolta attratto dalla controparte; lo si nota dall’interesse del protagonista nei confronti di quella che in apparenza è una ragazza come tutte le altre, ma in realtà la notte salta addosso alle persone per nutrirsi di sangue. Owen scoprirà il segreto di Abby, ma l’iniziale turbamento farà posto all’accettazione e infine alla condivisione. 





Comprendo l’entusiasmo di Stephen King quando ha affermato che questo “è il miglior film degli ultimi vent’anni”; chi conosce le sue opere sa che questo film racchiude concetti cari allo scrittore. 





Nota negativa gli effetti speciali delle trasformazioni di Abby da bambina a vampiro che abbassano la qualità del film ma non per questo mina la bravura dei due giovani attori: Chloe Moretz, già apprezzata in veste dell’ eroina tutto pepe in “Kick-Ass” e Kodi Smit-McPhee (The Road). Il regista mostra il suo talento soprattutto nella scena iniziale e in quella dell’incidente stradale filmato in soggettiva. 





In definitiva ci troviamo di fronte a un buon film, che non delude affatto le aspettative di chi vuol vedere un horror con contenuti profondi.


























1 commento:

  1. Eh, purtroppo anche stavolta non siamo d'accordo ;-)

    La cosa che per me proprio non funziona è l'estrema dilatazione, a fronte di sviluppi narrativi quasi nulli, che hanno impresso al film. Al punto che tutti i passaggi fondamentali dell'approccio tra Owen e Abby risultano quasi impercettibili, rarefatti fino alla non-esistenza.

    In che momento esattamente il ragazzino realizza che lei è un vampiro? E quando succede in cosa cambia l'espressione sul suo viso? A me pare che abbia la stessa faccia stranita e "allentata" dall'inizio alla fine del film, sembra che non ci sia nulla al mondo che possa scuotere gli sguardi e i silenzi di questo film perennemente attonito, e allora le emozioni dei personaggi non si notano più...

    Sarà un problema mio, ma credo che abbiano giocato un po' troppo con velleità d'autore e tocchi "europeizzanti". Esattamente come hanno reso del tutto inutile l'ambientazione americana, visto che mostrano solo un condominio col cortiletto, la facciata di un ospedale e gli interni di una scuola... Il film potrebbe essere ambientato ovunque, potrebbero pure essere le stesse location dell'originale.

    Inutile, Blood Story mi lascia perplesso da tutti i punti di vista...

    Ps: vista la recensione mi sarei aspettato un voto più alto...

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