"In apparenza la legge va sempre rispettata, soprattutto quando viene infranta!"
Questa frase, pronunciata da uno dei protagonisti, raffigura in maniera lapidaria lo spaccato di storia in cui si svolge il film di Martin Scorsese: un affresco dell'America di primo ottocento dove violenza e brutalità erano all'ordine del giorno, una terra di frontiera dove i "nativi americani" tentavano in tutti i modi di respingere gli immigrati per mantenere una sorta di “purezza” nazionale.
La trama: Amsterdam (Leonardo Di Caprio) esce dalla prigione dopo che, da bambino, ha assistito all'uccisione del padre da parte di Bill Cutting il Macellaio (Daniel Day-Lewis) durante uno scontro tra bande rivali, i Nativi e i Conigli Morti. Il giovane inizia a fare la conoscenza del suo nemico e si finge suo alleato, unendosi alla banda e diventando ben presto il suo braccio destro. Il suo reale proposito rimane sempre uno: vendicarsi di chi ha ucciso suo padre. Ciò nonostante se il Macellaio è ancora vivo dopo numerose battaglie ci sarà pure un motivo....
Realizzato quasi interamente a Cinecittà, "Gangs of New York" è un omaggio a chi con il proprio sangue ha costruito questa metropoli che in quel periodo non era il paradiso, ma un vero e proprio girone infernale.
Martin Scorsese realizza uno dei suoi film più violenti e duri in assoluto, mettendo in scena senza risparmio di sangue la realtà di un paese che ha costruito la propria forza e unione con la ribellione, con il sangue: un paese, l'America, multirazziale fin dai suoi albori. Bellissimo l’inizio: il primo quarto d'ora, tutta la battaglia fino all'uccisione di Padre Vallon-Liam Neeson (difficilmente il buon Liam arriva incolume alla fine di un film ma è proprio per questo che ci piace, quando interpreta piccole parti dà il meglio di sé), ti lascia senza fiato per la potenza delle immagini.
Lo scontro tra le due bande in realtà è un ottimo espediente del regista per presentare tutta una serie di personaggi che poi si svilupperanno nel corso della storia del film, che tratta di una semplice vendetta, ma che in realtà acquista uno spessore più complesso. Infatti il Macellaio, mettendo sotto la sua ala protettrice il giovane Amsterdam, mostra una tale stima nei suoi confronti per cui non può fare a meno di rivelargli il rimpianto che non possa essere suo figlio (che non ha mai avuto). Tuttavia l'odio per la mano che ha ucciso il padre, la consapevolezza "Che il sangue resta sulla lama" spingeranno il tutto verso un nuovo scontro tra le due bande ricostituite. Il film fortunatamente non viene trasformato nella solita americanata, sembra un dramma d'altri tempi, in cui la storia è fatta dagli uomini e dalle loro azioni, giuste o sbagliate che siano. Di "Gangs of New York" rimarranno nella memoria i lunghi e lenti dialoghi tra i protagonisti, fatti di pause, di gesti, di parole. Molto buona la prova di Leonardo Di Caprio come Amsterdam anche se ancora non riesce a scrollarsi l’ ombra del “Jack” di Titanic.
Vale la pena soffermarci su un magnifico Macellaio-Daniel Day Lewis, il quale non aveva bisogno di dimostrare il suo valore come attore, ma che con quest'interpretazione ci dimostra ancora una volta la sua attitudine ad interpretazioni da oscar. Magnifica la scena in cui racconta la sua vita al giovane Di Caprio avvolto nella bandiera americana; racchiude in sè tutta l'essenza della recitazione, provocando emozioni che soltanto un grande artista riesce a esprimere.
Molto interessante rimarcare un altro pezzo forte della pellicola: la ricostruzione dei fatti narrata anche attraverso i giornali, i manifesti e le litografie del tempo che riesce a descrivere ancor meglio il drammatico periodo storico in cui si svolge la narrazione di Scorsese.
Il film scorre senza quasi annoiare, nonostante le quasi tre ore di lunghezza, trovando forse l'unico punto debole nell'inutile storia d'amore tra Di Caprio e la Diaz (impalpabile la sua presenza), che fortunatamente non viene approfondita. Il finale, volutamente confuso e caotico, smarrisce lo spettatore, che si perde nella violenza inaudita di una città in rivolta messa a ferro e fuoco. Toccante l’immagine conclusiva, dove mostra la tomba di padre Vallon accanto a quella del suo nemico Bill e sullo sfondo il panorama di New York che scorre veloce fino ai nostri giorni. Le parole di Amsterdam a Jenny nel finale, “Nessuno si ricorderà più di noi”, hanno un senso che va oltre la storia americana, e accomuna il corso degli eventi di tutti i popoli: il sangue dei padri viene dimenticato senza che se ne tragga lezione. Un film molto sottovalutato dalla critica, a mio modesto parere una delle migliori opere di Scorsese.


Gangs spacca, e non ho mai capito perchè sia stato tanto bistrattato (compreso il mancato Oscar a Daniel Day-Lewis). Se poi si considera il travaglio produttivo è quasi un miracolo che sia uscito un film così potente e affascinante, pur con le sue imperfezioni. Tra le quali, come hai detto tu, un personaggio femminile un po' appiccicato lì ma che in mano a un'attrice migliore avrebbe potuto comunque dare di più...
RispondiEliminaAssolutamente, uno dei migliori. Se non ricordo male all'inizio Scorsese aveva offerto il ruolo a DeNiro, ma francamente sono contento che non abbia potuto accettare...
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