“La giustizia è armonia, la vendetta serve solo a farti sentire meglio…”
Ormai siamo in vista della meta, quel fatidico 29 agosto che sancirà la fine (ahinoi oppure no a seconda dei punti di vista) della trilogia di Nolan sull’Uomo Pipistrello. Mi sembra doveroso, anche per chi non li avesse ancora visti, esprimere un personale giudizio sui suoi due precedenti film, partendo dalla recensione di “Batman Begins”, uscito nelle sale nel 2005, il quale prende ispirazione dal fumetto “Batman: Anno uno” di Frank Miller e da “L’uomo che cade” di Dennis O’Neil.Bruce Wayne si trova rinchiuso in una prigione cinese. All’apparenza un semplice vagabondo, si rivela essere in realtà un multimilionario, rimasto orfano da piccolo a causa di una rapina finita in tragedia con la morte dei genitori. Un giorno riceve una strana visita in cella da parte di un individuo misterioso che afferma di potergli fornire la vendetta che desidera da anni. L’uomo è Henri Ducard, il più fidato aiutante di Ra’s al Ghul, capo della Setta delle Ombre, un élite di guerrieri con lo scopo di eliminare ciò che di marcio c’è al mondo. Wayne accetta la proposta e inizia così un duro addestramento. Abbandonata la setta, dopo sette anni torna a Gotham City deciso a fare qualcosa per salvare la città dalla corruzione dilagante guidata dal boss della malavita Carmine Falcone. In più le Wayne Enterprises, l’azienda che fu del padre, è in balia di Bill Earle, manager senza scrupoli deciso a trasformare la società in una public company, estromettendo di fatto Bruce, dato ormai per morto. Quest’ultimo comprenderà che per combattere efficacemente la criminalità si deve agire al di fuori della legge, servendosi di un simbolo che possa incutere timore nei criminali e speranza nei cittadini onesti.
Non bisogna commettere l’errore di associare questo film alla saga cinematografica iniziata nel 1989 da Tim Burton, che realizzò due buonissimi film, “Batman” e “Batman – Il ritorno”. In seguito il franchise venne ridicolizzato dai penosi seguiti di Joel Schumacher: “Batman Forever” e “Batman & Robin” (basta solo ricordarsi dei capezzoli disegnati sui costumi di Batman e Robin, agghiacciante), che ottennero mediocri incassi e critiche a non finire. Piuttosto è più corretto definire questo Batman Begins come un nuovo inizio, un reboot, ossia un film che ignora la trama delle pellicole precedenti.Potete intuire quindi che è stata un’autentica scommessa, quella della Warner Bros, di percorrere ancora una volta la strada del pipistrello mascherato dopo ben quattro film. Armata di un budget da cento milioni di dollari si è affidata a un giovane regista, Christopher Nolan, a quel tempo alle spalle solo un paio di film, Memento e Insomnia, che lasciavano però presagire il suo talento. La sua strategia è stata semplice ma valida visto che ha dato spunto anche ad altre famose saghe dei fumetti: raccontare le origini del mito, mai state affrontate prima, e far vedere come Bruce Wayne ha intrapreso la strada che lo ha portato ad indossare il mantello.
Il risultato? Batman Begins è un film eccezionalmente realistico, la sceneggiatura (scritta dallo stesso Nolan insieme a David S. Goyer) solida e ben articolata. Più che un fumetto fantasy sembra un dramma psicologico misto ad un avvincente thriller poliziesco. L’eroe qui non è perfetto anzi: il suo percorso di vita è tormentato dai sensi di colpa, in perenne lotta con se stesso tra sete di vendetta e ricerca della giustizia. Solo dopo aver intrapreso una strada che non sempre lo porterà a fare scelte da uomo integerrimo, riuscirà a diventare un eroe simbolo di speranza e coraggio.
La maestria di Nolan si denota anche nell’attenta rappresentazione di Gotham City, una città degradata, piena di criminali, poliziotti corrotti, giudici compiacenti, stra-ricconi e gente povera: insomma potrebbe essere tranquillamente una qualunque metropoli moderna del giorno d’oggi.
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| La "Tumbler", la Batmobile versione Nolan |
Le scene d’azione sono veloci, rapide, senza un attimo di respiro, accompagnate dalle trascinanti musiche del noto Hans Zimmer. Gli effetti speciali non potevano mancare ma anch’essi sono subordinati al rispetto del dictat nolaniano del più verosimile realismo. Basta fare l’esempio della Batmobile, concepita come un mezzo militare, molto più credibile rispetto alle oscenità partorite dalla mente di Joel Schumacher.
Per quanto riguarda il cast il regista ha chiamato a sé molti nomi famosi: Christian Bale, reduce dai sessanta chili che pesava per girare “L’uomo senza sonno”, in soli quattro mesi riprese il suo peso forma e guadagnato oltre diciotto chili di muscoli. Il suo ruolo non era facile ma l’interpretazione è stata di grande spessore e fa di lui probabilmente il miglior Batman del cinema. Ottimo Michael Caine nei panni del fedele maggiordomo stile british Alfred, come lo stesso Gary Oldman in quelli del giovane tenente Gordon. Gradita la presenza nel film di un paio di top actors, Morgan Freeman e Rutger Hauer, rispettivamente come onorato dirigente delle Wayne Enterprises e l’altro l’amministratore della stessa.
Sul fronte cattivi niente da eccepire sul grande Liam Neeson nel ruolo di Henri Ducard; inizialmente sembra un brav’uomo ma poi si rivelerà essere Ra’s al Ghul, uno dei villain più noti dell’uomo pipistrello. Cillian Murphy è un attore talentuoso ma il suo Spaventapasseri delude perché poco approfondito. Di tutt’altra pasta invece Tom Wilkinson, stesso minutaggio dello Spaventapasseri ma si distinguono tutti i tratti della personalità del boss della malavita Carmine Falcone. Chi boccio a pieni voti è Katie Holmes alias Rachel Dawes, l’amica d’infanzia di Bruce Wayne. Unica donna nel cast, purtroppo oltre alla scarsezza di talento non riesce a scalzarsi di dosso la sua immagine di ragazzina ingenuotta dopo anni trascorsi con la serie Dawson’s Creek. Non si può dire che il film sia privo di difetti (prima parte del film più riflessiva mentre la seconda totalmente azione) ma vengono ampiamente superati dai molti pregi. ”Non è tanto chi sono, quanto quello che faccio che mi qualifica”, dice Batman o forse sotto sotto è lo stesso Nolan che lo afferma.

