Tratto da un best-seller, con un notevole budget di circa 200 milioni di dollari e Brad Pitt come protagonista: la Paramount ci ha puntato parecchio su World War Z. Sfortunatamente le lavorazioni sono state costellate da parecchi problemi tra cui una revisione profonda della sceneggiatura, riprese aggiuntive e enormi ritardi nell’uscita, slittata da Dicembre 2012 a Giugno 2013.
Il film segue le vicende di un ex impiegato delle Nazioni Unite Gerry Lane (Brad Pitt), che trovatosi con la famiglia nel traffico di Philadelphia, viene catapultato in mezzo al caos. Orde di persone colpite da un male sconosciuto si avventano su chiunque alla continua ricerca di persone da azzannare e contagiare. Durante la fuga, Gerry riesce a contattare un suo vecchio collega di lavoro che riesce a farlo salire con la sua famiglia a bordo di una nave del governo, a patto che Gerry offra il suo aiuto: guidare una squadra di soldati scelti di scorta ad un virologo alla ricerca delle cause del contagio e scoprire un vaccino indispensabile per la sopravvivenza del genere umano.
Ispiratosi a “World War Z – An oral history of the Zombie War” pubblicato nel 2006 da Max Brooks (il figlio del regista Mel Brooks), il romanzo ha riscosso un grande successo: impostato in forma epistolare, l'autore fa una serie di interviste a varie persone di tutto il mondo che narrano le proprie vicissitudini avvenute nella guerra tra umani e zombi. Idea alquanto particolare per una possibile trasposizione cinematografica che però non ha convinto pienamente la produzione. E così è partito il balletto dei sceneggiatori che si sono alternati: da M.M. Carnahan a Michael Straczynski, passando per Damon Lindelof (la serie televisiva di Lost, Prometheus) e per finire a Drew Goddard (il regista di “Quella casa nel bosco”).
Questo non vuol dire che la scelta di volersi allontanare dal materiale originale sia stata a priori totalmente sbagliata anche perché, per come è stato strutturato il libro, non sarebbe stato di facile riuscita.
In ogni modo lo script è quello che ne ha risentito pesantemente dai tanti avvicendamenti i quali hanno pregiudicato non poco la scorrevolezza della narrazione, sia in termini di sviluppo quasi assente dei personaggi che girano intorno al protagonista e sia per la presenza di molteplici incoerenze, oltre che di un bonario finale che sappiamo essere totalmente stravolto rispetto al romanzo di Brooks. E’ un peccato perché l’idea del protagonista che gira per il mondo in diverse location è azzeccata.La regia di Marc Forster che ricordiamo per Monster’s Ball ma anche per un agghiacciante Quantum of Solace (probabilmente uno dei peggiori film di 007), riesce a tenere in piedi la baracca attraverso scene di massa particolarmente interessanti come l’attacco a bordo di un aeroplano e il suggestivo assalto degli zombi alle mura della città santa di Israele.
Gli effetti speciali, dato anche il budget a disposizione, sono di pregevole fattura, le scene d’azione sono ben congegnate, con le musiche di Marco Beltrami che fanno da adeguato accompagnamento.
Il cast si poggia sulle spalle del mono-espressivo Brad Pitt dal taglio di capelli inguardabile; per il resto la presenza di attori come Mireille Enos, David Morse e il nostro Pierfrancesco Favino sono pressoché sprecati per simili particine. La famiglia di Brad Pitt non riesce a suscitare la minima angoscia per la loro sorte. In conclusione, World War Z a livello tecnico ottiene la sufficienza, ma per il resto siamo ben al di sotto degli standard. Un film d’azione che può essere visto da tutti, grandi e piccoli. Non ci sono particolari scene violente, il sangue praticamente non si vede e i morti viventi sembrano una massa di simpatici centometristi alla Usain Bolt. Un prodotto che val bene per una serata all’insegna dell’azione, non certo per chi vorrebbe godersi un sano horror. Romero docet.


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