mercoledì 15 agosto 2012

Il Cavaliere Oscuro - Recensione speciale




“tu non mi uccidi per un malriposto senso di superiorità… e io non ti ucciderò perché tu sei troppo divertente… credo che io e te siamo destinati a lottare per sempre!”








Ci sono dei film che per pregio artistico e valore rappresentativo diventano nella propria epoca un punto di riferimento. Film che prima il pubblico, poi la storia consacrano come capolavori. Tra questi c’è Il Cavaliere Oscuro, secondo capitolo della trilogia di Christopher Nolan dedicata a Batman. Un film supereroistico capace di fondere grande intrattenimento e contenuti profondi divenendo una delle massime espressioni del cinema americano contemporaneo.





A 4 anni di distanza da Batman Begins in cui viene analizzata la genesi dell’uomo pipistrello, Nolan è chiamato a dirigere un difficile seguito. Ma il regista inglese affronta il sequel nel migliore dei modi. Non si limita a proporci l’ennesima avventura, ma va avanti con la sua storia ponendosi nuove domande. Fino a dove può spingersi un uomo per difendere il bene? Questo è il quesito attorno al quale si sviluppa il film.




La storia ci mostra la tanto temuta ”escalation” prevista da Gordon alla fine del capitolo precedente. A Gotham City la presenza a dell’uomo pipistrello ha incoraggiato la lotta al crimine. Un trio di uomini determinati composto dal vigilante Batman, il tenente James Gordon e il nuovo procuratore distrettuale Harvey Dent mette la mafia alle strette insidiando il suo capitale. Ma da questo teso scenario emerge il Joker, una nuova mente criminale disinteressata ai soldi e al potere ma intenzionata a sfidare Batman e portare il caos in città. 
















L’approccio realistico scelto da Nolan per la sua versione di Batman è ancora più marcato in questo secondo film. La monorotaia e la batcaverna spariscono lasciando come unico scenario una metropoli duplicato di New York. Via anche l’emblematica figura del pipistrello, nessun chirottero viene visto svolazzare nel film. Il Cavaliere Oscuro è un cupo action movie metropolitano che mescola abilmente al suo interno thriller, noir e dramma. Nelle molte sottotrame della storia gravitano corruzione, avidità e follia, il tutto crea un universo decisamente concreto in cui però si inseriscono protagonisti “sopra le righe” come in molti film di Martin Scorsese e Michael Mann.











Come in tutti lavori di Nolan l’aspetto tecnico è curatissimo. La regia è elegante e riesce a sottolineare i momenti più importanti del film con trovate innovative ed efficacissime. Il ritmo incalzante inchioda alla poltrona già dalla strepitosa sequenza iniziale della rapina in banca. Le scene d’azione sono chiare, pulite e non si rifugiano mai nel montaggio frenetico. Il cast è eccellente e le onnipresenti musiche di James Newton Howard e Hans Zimmer accompagnano alla perfezione ogni momento della storia. La sceneggiatura poi, scritta a 4 mani dallo stesso regista e dal fratello Jonathan Nolan, è ricca di colpi di scena e di momenti brillanti.







Uno dei punti di forza del sostanzioso script è l’introspezione psicologica dei personaggi che rende il film epico a differenza della maggior parte dei cinecomics. I protagonisti sono uomini messi davanti a delle scelte e alle prese con interrogativi morali. L’incorruttibilità di Batman (interpretato da un profondo Christian Bale) viene messa a dura prova dalla spietata filosofia del Joker “Ora so che cosa devo diventare per fermare uomini come lui”, l’onestà del tenente Gordon (un impeccabile Gary Oldman) minata dai colleghi corrotti “a me non danno credito politico per essere un idealista, devo fare il meglio che posso con quello che ho” e il senso di legalità di Harvey Dent (un sorprendente Aaron Eckhart) oppresso da una latente vocazione alla giustizia privata “o muori da eroe o vivi tanto a lungo da diventare il cattivo”.










Poi c’è il Joker, l’antagonista per eccellenza di Batman riscritto in maniera straordinaria. Un folle e sadico anarchico dal volto segnato da cicatrici e da un inquietante trucco da clown deciso a dimostrare con coltelli e benzina l’inutilità della società “quando le cose vanno male, queste persone civili e perbene si sbranano tra di loro.. vedi io non sono un mostro..sono in anticipo sul percorso”. Lo sfortunato Heath Ledger svolge un lavoro grandioso dando vita a un terrificante e seducente archetipo del male in grado di lasciare senza parole ogni volte che è in scena. Un personaggio indimenticabile divenuto da subito un cult nonché uno dei migliori villain della storia del cinema.







Da citare a questo punto anche l’interpretazione di Maggie Gyllenhaal che prende il posto di Katie Holmes (superando ampiamente il confronto) nel drammatico ruolo dell’avvocatessa Rachel Daves divisa sentimentalmente tra Bruce Wayne e Harvey Dent. Due parole anche per i vecchi saggi Michael Caine e Morgan Freeman, di nuovo nei panni di Alfred e di Lucius Fox, sempre disposti ad aiutare il nostro eroe con un buon consiglio o un gingillo da un milione di dollari.







In mezzo a tanto splendore va però annotata un’osservazione. Se Il Cavaliere Oscuro cerca (e trova) una costante spettacolarità, a volte lo fa sacrificando la linearità di qualche passaggio della storia. Un esempio è l’estrema facilità con cui il Joker imbottisce di esplosivi edifici e navi. Tuttavia sono difetti, o meglio sbavature, da cercare con occhi indagatori perche Nolan da bravo “prestigiatore” riesce a dispensare credibilità per tutto il film confermandosi uno dei migliori cineasti sulla piazza.






In conclusione Il Cavaliere Oscuro è un film che sfiora la perfezione. Uno spettacolo talmente ricco che non stanca mai di essere rivisto ma che anzi regala sempre nuovi spunti. Un esempio di cinecomic (se vogliamo considerarlo tale) riuscito ad appassionare il pubblico più variegato, il cui modello è subito diventato fonte di ispirazione e ha alzando per sempre il livello del genere.






















3 commenti:

  1. e un bel capolavoro... sicuramente nolan diventera uno dei migliori registri di tutti i tempi.... ne sono sicuro... speriamo che il terzo capitolo di batman sia allo stesso livello del secondo capitolo ciao... adri

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  2. Ho già visto il terzo capitolo, bellissimo ed epico come da pronostici.

    Aspetto la vostra recensione al più presto.-)

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  3. Faccio la voce fuori dal coro dicendo che Il cavaliere oscuro mi è piaciuto davvero poco, l'ho trovato parecchio noioso, poco emozionante e poco coinvolgente.
    L'unico motivo valido per vederlo è effettivamente l'interpretazione di Heath Ledger, sebbene Jack Nicholson sia ancora una spanna per quanto riguarda il Joker.
    Per contro, Il Cavaliere Oscuro - Il ritorno l'ho trovato bellissimo e molto coinvolgente!

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