Sono
passati solo 5 anni dall’ultimo episodio della fortunata saga diretta da Sam
Raimi e già un nuovo Spider-Man torna a saltellare tra i grattacieli di New
York. Ma questo reboot era proprio necessario? Considerata la quasi totale
assenza di novità messe in scena la mia risposta è no.
Non è però
dello stesso avviso casa Marvel che, non ancora soddisfatta dalla sua recente orgia
supereroistica, non vedeva l’ora di rimettere le mani su uno dei suoi
personaggi più famosi e di rimaneggiarne l’interpretazione di Raimi così da predisporre
anche il ragno al debutto nel promiscuo universo dei Vendicatori.
Estrapolato da queste folli circostanze il
lavoro di Mark Webb non sarebbe da buttare via.
Inutile
dilungarsi sulla trama pressoché identica a quella che già conosciamo fatta
eccezione per la presenza di Gwen al posto di Mary Jane come nuova protagonista
femminile e dell’inedito villain Lizard. Le differenze con il suo predecessore
stanno sostanzialmente nell’approccio più dark e più realistico alla storia
(Nolan insegna).
Questa
nuova formula funziona però a intermittenza. L’introspezione psicologica di un
Peter Parker teenager solitario e ribelle riesce piuttosto bene (bella l’idea
di inserire nella storia i genitori scomparsi). Anche la vicenda sentimentale pur
essendo un pò banalotta è funzionale.
Ad
aiutare in questo senso è la validità dell’intero cast, in particolare di Andrew
Garfield che interpreta un perfetto Peter Parker/Spider Man, perfino superiore
a Tobey Maguire la cui faccia da pesce lesso dopo 3 film era diventata
insostenibile.
A
mancare è però l’impatto visivo fondamentale in un film di questo genere. Impossibile
stupirsi delle funamboliche evoluzioni tra i grattacieli che anche se ben realizzate
non aggiungono nulla a quelle della passata trilogia.
A deludere totalmente poi è Lizard. Il suo alter ego umano, il prof. Connors, non se la cava male, ma il lucertolone è davvero poco credibile. Soprassedendo sul discutibile aspetto estetico e sulla non certo impeccabile realizzazione in CGI, l’antagonista è mosso da motivazioni confuse se non campate in aria e finisce per non dimostrarsi mai realmente minaccioso.
In definitiva di “amazing” c’è poco o niente. Questo Spider-Man è un cinecomic come i tanti che abbondano di questi tempi nelle sale. Peccato per il lavoro di Raimi nel complesso superiore, ma passato troppo presto in secondo piano.



Il film non è fatto dalla marvel bensì dalla fox che ha i diritti, il film è superiore nettamente a quelli di raimi e del pesce lesso.
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