Dopo aver scoperto una cospirazione ordita dal cardinale Richelieu per rovesciare il trono del burattino Luigi XVI, i moschettieri del Re (Athos, Porthos e Aramis), ridotti in disgrazia, dovranno scongiurare il complotto. A loro si unirà anche il guascone D'Artagnan, giunto a Parigi per diventare anch’egli un nobile moschettiere. Il coraggio e l’avventatezza del ragazzo porterà nuovo entusiasmo ai tre eroi, i quali dovranno affrontare una missione pericolosa in Inghilterra pur di difendere la corona ed evitare una guerra in tutta Europa.
La domanda nasce spontanea: è possibile rovinare un classico della letteratura come quello di Alexandre Dumas? La risposta è: CERTAMENTE! Basta rivolgersi a Paul W.S. Anderson, laureato in film d’azione ad alto budget senza cervello.
Andare a vedere un suo film (non confondetevi col regista de “Il Petroliere” ; si chiama Paul Thomas Anderson, ed è di tutt’altro spessore) sai già quel che t’aspetta: controllando la sua filmografia composta da titoli come Mortal Kombat, la saga di Resident Evil, Alien VS Predator, si può comprendere il suo modus operandi. Non fa eccezione “I tre Moschettieri”, sbilenco e fracassone, a tal punto da dividere lo spettatore se decidere di ridere a crepapelle oppure alzarsi dalla poltrona e uscire dalla sala prima della fine del film.
Il regista decide di accantonare tutto l’impianto narrativo di Dumas, prendendo solamente ad ispirazione il titolo del libro e i nomi dei protagonisti mentre per il resto ci mette tutto il suo repertorio: spadate vibrate senza una tecnica in pieno stile Matrix, gag demenziali, scene imbarazzanti, sceneggiatura forzata, come ad esempio la "casualità" con cui D’Artagnan conosce i moschettieri. Non si sa come in pochi minuti di film s’imbatte nei vari Athos, Porthos e Aramis in modi inverosimili, quasi che Parigi fosse una sorta di paesello abitato da poche persone.
Per non parlare poi delle navi da guerra volanti, realizzate secondo un progetto di Leonardo Da Vinci; coronano un progetto pienamente riuscito: quello di creare una grande baracconata da circo dove Paul W.S. Anderson è il domatore incontrastato.

Il cast, tra cui spiccano nomi famosi come Milla Jovovich (moglie di Anderson), Orlando Bloom e Christoph Waltz accettano di partecipare a questo bailamme in costume farsesco. Il livello d’interpretazione non poteva ovviamente essere sopraffino però delude le aspettative Waltz nei panni di Richelieu; le sue espressioni da colonnello Landa non sono sufficienti e il suo personaggio rimane pressoché statico.
Riguardo al 3D c'è poco da dire, non sono un suo estimatore e questo film lo conferma come un' ottima trovata per spillare ulteriori soldi agli spettatori.
Il giudizio finale corrisponde al numero dei moschettieri.



d'accordo in parte, questo film ha rovinato si quella che è la vera essenza dei 3 moschettieri, ovvero un romanzo che veniva pubblicato a puntate su un quotidiano francese il cui punto forte era la narrazione e la descrizione dei personaggi, ma se ipoteticamente cambiamo titolo al film, nomi ai personaggi e non si pensa appunto al riferimento all'opera di Dumas secondo me questo è un film molto leggero che si lascia guardare per la quasi totalità della sua durata come dovrebbe essere per un film d'azione/commedia.
RispondiEliminaPienamente d'accordo sul 3D.
Il Re francese era Luigi XIII non XVI. ;)
Hai ragione fino ad un certo punto cioè sul fatto che è un film leggero e che si lascia guardare.....detta così allora vale anche per tutti quei film come ad esempio Scontro tra Titani, i seguiti di Transformers, Iron man 2 e via dicendo; tutti film che secondo me sono allo stesso livello di mediocrità allo scopo di far soldi.
RispondiEliminaQuello che voglio dire è che in un film ci deve essere un minimo di sceneggiatura e di contenuti altrimenti va bene pure che facciano film tipo "i Tre Moschettieri Vs Alien".
Grazie sulla precisazione, ho sbagliato a scrivere .-)