lunedì 12 settembre 2011

Super 8 - Recensione





“Il nuovo ET in salsa J.J. Abrams non convince pienamente”





Ohio, ci troviamo nella ridente cittadina di Lillian, nell’estate del 1979. Un gruppo di ragazzi, girando una scena per un film in super 8, è testimone di un terribile disastro ferroviario. In seguito, sviluppando la pellicola della cinepresa, scopriranno che “qualcosa” è uscito da un vagone. Mentre la cittadina si riempie di militari intenti nella ricerca dell’alieno, misteriosamente dalle case spariscono oggetti, animali e persone. 








Ben chiaro appare come questo film prenda spunto dal filone sci-fi degli anni 80’ tanto caro a Steven Spielberg (E.T., “The Goonies”). Anche in Super8 ci mette lo zampino (e i soldi: è il produttore) e si vede. Un racconto molto ben fatto sull’amore, l’amicizia e sulla crescita adolescenziale, dove normalissimi ragazzi di fronte a fatti più grandi di loro trovano il coraggio di affrontarli e di comprendere l’importanza dell’unione familiare. 














Steven Spielberg e J.J. Abrams

La prima parte del film viene ottimamente orchestrata sia a livello di sceneggiatura che di scorrevolezza. Eccellente la scena del treno che deraglia anche se sembrava fosse lungo un paio di chilometri, tanti i vagoni che saltavano per aria. Abrams ci tiene in continua suspence dato che la creatura aliena rimane sapientemente celata per gran parte del film. Purtroppo da qui in poi salta fuori la grande pecca di “Super 8”: quando stavo per promuovere a pieni voti Abrams ecco arrivare l’anima “Transformers” di Spielberg: esplosioni a catena, scene di guerra e un alieno gigantesco simil-Cloverfield, troppo mostruoso per trasmetterci pietà nei suoi confronti. Il finale sa di visto e rivisto; visi che guardano all’insù sbalorditi le luci dell’astronave pronta a decollare verso lo spazio profondo, senza che ci possa minimamente commuovere, anzi probabilmente augurandogli un altro incidente. 



















Per quanto riguarda il cast, formato da attori prevalentemente sconosciuti (a parte Kyle Chandler apparso in tv), hanno superato la prova a pieni voti, dando dimostrazione di un ottimo affiatamento. Da sottolineare la prova di Elle Fanning, a mio avviso ancora più brava della sorella Dakota. 











Una piacevole sorpresa c’è stata nei titoli di coda: il corto horror-zombie con relativo omaggio a Romero, il quale è stato ideato dagli stessi protagonisti del film.














In conclusione: poteva uscir fuori un piccolo gioiello cinematografico, ma il finale sciatto ha sciupato il tutto. Nella sua totalità il film raggiunge pienamente la sufficienza, ma dopo l'intensa campagna pubblicitaria che ha preceduto il film, ci si aspettava ben altro da un'accoppiata come quella Abrams-Spielberg.




















2 commenti:

  1. Incredibile, da quello che leggo in giro direi che Super 8 rischia di essere il primo film della Storia su cui tutti i pareri coincidono quasi al millimetro... ;-)

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  2. secondo me J.J. Abrams da qualche anno a questa parte ha iniziato ad essere sopravvalutato, si crea tutto un gran clamore attorno a quello che sta facendo, ma alla fine la sostanza non è mai all'atezza di quello che ci si aspetta..

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