In un elegante appartamento di New York, due agiate coppie di coniugi, i Longstreet e i Cowan, si incontrano per chiarirsi in seguito a una zuffa avvenuta tra i propri giovani figli, finita, per uno dei due, con la perdita di un paio di denti. Tutti e quattro i genitori manifestano il proposito di risolvere la questione civilmente, ma ben presto gentilezza, disponibilità e comprensione lasceranno il posto ad arroganza, orgoglio e vanità, trasformando l’incontro in una “carneficina” di accuse reciproche.
Roman Polanski torna dopo molti anni alla commedia adattando per il grande schermo la piéce teatrale di Yasmina Reza “God of Carnage”, dimostrando, quindi, di non voler abbandonare il gusto per l’analisi dell’animo umano. La storia, infatti, sfrutta la forma dell’ironia per lanciare un messaggio impietoso: la nostra civiltà è un’illusione perché il dio della carneficina convive in noi.
Carnage è innanzitutto una commedia spassosa e avvincente, ma è anche un film sconfortante che costringe lo spettatore a confrontarsi con la propria natura.
Ambientato interamente dentro le mure dell’appartamento, il film spia senza interruzione i quattro protagonisti (come fossero animali in gabbia), seguendo la loro evoluzione emotiva. Si parte dalla forzata cordialità, i primi imbarazzati tentavi di socializzazione, la tendenza a minimizzare l’accaduto... Ma poi cosa succede? Basta poco, una parola di troppo o un piccolo incidente casalingo, per demolire il fragile equilibrio su cui si basa la nostra società e far saltare le maschere. Parte così un’inesorabile caduta libera nella quale le due coppie innescano un gioco al massacro senza esclusione di colpi, iniziando con il criticare le rispettive capacità genitoriali per poi tirare fuori i rancori anche tra moglie e marito. L’originale scopo conciliatore dell’incontro è perso e sostituito da quello ancestrale di sopraffazione del prossimo.
Tecnicamente Polanski svolge un lavoro inappuntabile. La sceneggiatura “di ferro” inchioda lo spettatore alla poltrona per 79 minuti senza lasciargli un attimo di tregua. I caratteri dei personaggi sono così ben costruiti che è impossibile non riconoscersi almeno per un istante in uno di loro. La regia pulita ed elegante non distrae dall’obbiettivo del film. Il cast, poi, è un poker d’assi. Jodie Foster, Kate Winslet, Christoph Waltz e John C. Reilly chiamati a dare corpo alle varie personalità in gioco confermano le loro già note capacità.
Carnage è un piccolo gioiello di forma ma soprattutto di
contenuto. Nella sua semplicità è un film molto incisivo che ottiene
esattamente quello che vuole e che non si dimentica facilmente.

Purtroppo non mi trovo molto d'accordo ;-)
RispondiEliminaCarnage l'ho trovato molto buono nelle premesse (in primis regia e attori) ma zoppicante all'atto pratico. Ci sono tanti film di stampo teatrale che mi piacciono, perchè non fanno pesare questa loro origine. Carnage invece la fa pesare un sacco.
Tutto appare molto forzato, le gag troppo insistite (quelle del vomito e del cellulare non hanno misura), e verso il finale assistiamo a un climax di gigioneggiamenti insostenibile. E per cosa? per la solita lezioncina sulle ipocrisie e contraddizioni dell'essere umano...
Francamente, visti i nomi coinvolti, mi aspettavo ben di più...
Charlotte
RispondiEliminaSì, l'animo umano è così, nelle migliore delle ipoteso cortesemente dedito alla sopraffazione... e accanito per mettere in pratica il detto del vangelo sulle travi nel proprio occhio e le pagliuzze nell'occhio del vicino... NO, non è originale, lo so sapeva già nell'antichità; ma l'originalità a tutti i costi non sempre porta buoni frutta.
L'animo umano e la sua indagine spietata: è un tema che non stanca mai.
E poi, anche se volutamente troppo teatrale, questo è un modo di rimarcare dettagli che altrimenti andrebbero persi
Bravissima Charlotte hai colto in pieno quello che voleva raccontare Polanski, la natura dell'uomo fatta di maschere e di ipocrisia imposte dalla società, dove una piccola discussione mette a nudo la vera essenza dell'animo umano.
RispondiEliminaUn film non originale ma che nella sua semplicità è potente e brutale, ti fa rimanere attaccato alla poltrona per tutta la durata del film senza mai annoiare.